ATTREZZATURA MINUTA E BENI AMMORTIZZ. DI COSTO UNITARIO INF. A ? 516,46

Per stabilire se un bene può essere considerato in questa categoria occorre fare alcune considerazioni:

  • beni singoli - quei beni cioè che sono suscettibili di una autonoma utilizzazione e per i quali basta la verifica del prezzo;
  • beni plurimi eterogenei - sono costituiti da beni singoli sussidiari o accessori ad altri beni. Ad esempio nel caso di un'impresa che deve effettuare l'arredamento del proprio ufficio (sedie, scrivanie, armadi, ecc.) si deve considerare come valore del bene strumentale quello dell'intero arredamento e non del singolo bene acquistato.
  • beni plurimi identici - sono costituiti da beni singoli suscettibili di autonoma utilizzazione che vengono acquistati in due o più esemplari identici ed aventi la medesima funzione nell'impresa; anche se genericamente occorre individuare il costo per ogni singolo bene, ritengo che occorra fare delle considerazioni. Esempio: acquisto di una serie di piatti in un ristorante. Trattasi di beni che fanno parte di un complesso di beni costituenti un'entità indivisibile, strettamente collegati ai fini dell'utilizzazione nell'impresa; vanno quindi considerati globalmente anche se, in astratto, sono suscettibili di autonoma utilizzazione. I successivi acquisti sostitutivi: se, l'anno successivo, si comprano dei piatti in sostituzione di altrettanti che si sono rotti, si deve sommare il valore dei piatti nuovi e togliere l'eventuale valore residuo di quelli rotti.
  • beni composti - quando costituiscono una parte inscindibile o sono al servizio di un bene composto (es. video di un computer). Per i beni composti, mancando il requisito dell'autonoma utilizzazione, la verifica del limite deve essere fatta con riguardo al bene composto nella sua unità e non con riguardo ai singoli componenti.

La C.M. 10.4.1985, n. 8 precisa che i beni di costo inferiore a € 516,46 vanno iscritti tra le attività al costo di acquisizione (controbilanciandolo con l'iscrizione tra le passività di un fondo di pari importo) e sono suscettibili di generare plusvalenze in caso di cessione o eliminazione dal processo produttivo. Inoltre, detti beni ove risultino indicati nel registro dei beni ammortizzabili concorrono a formare il costo complessivo ai fini delle deduzione delle spese di manutenzione , riparazione e trasformazione (v. anche P.C. n. 24).

BENI AD UTILITA' PLURIENNALE

C.c. - Regola generale (art. 2426 nn. 1, 2, 3): Devono essere iscritti al costo di acquisto o di produzione e sistematicamente ammortizzati in relazione alla loro residua possibilità di utilizzazione.
C.c. - Deroga (art. 2426 n. 12): Possono essere iscritti in attivo a valore costante qualora siano continuamente rinnovati, complessivamente di scarsa importanza in rapporto all'attivo di bilancio e non vi siano variazioni sensibili nella loro entità, valore o composizione.
C.c. - Deroga (art. 2426.2): E' consentito modificare i criteri e i coefficienti di ammortamento da un esercizio all'altro dandone motivazione nella n.i.. E' consentito effettuare rettifiche ed accantonamenti esclusivamente in applicazione di norme tributarie. Il P.C. n. 24 giudica compatibile con le norme civilistiche la deduzione integrale solo quando il loro ammontare non raggiunge importi significativi.
Fisco (art. 67.6 ora 102.5): Possono essere dedotti o ammortizzati integralmente nell'esercizio di acquisizione, anche se non sono stati utilizzati.
La deduzione integrale è una facoltà; questi beni possono anche essere ammortizzati in più esercizi.
La scelta della deduzione integrale, se fatta a soli fini fiscali, genera imposte differite.
Se si opta per la deduzione integrale ex art. 67.6 (ora 102.5), i procedimenti contabili possibili sono gli stessi utilizzabili per gli ammortamenti anticipati.

BENI AD UTILITA' LIMITATA

C.c. - E' consigliabile imputare ad Attrezzature di consumo , tra i costi di produzione (c.e.: B.6), i beni che non rimangono a lungo in azienda, causa continui ricambi (es. cacciavite, flessibili, ..).
Le attrezzature minute possono essere iscritte nell'attivo ad un valore costante qualora siano continuamente rinnovate e complessivamente di scarsa importanza in rapporto all'attivo di bilancio sempre che non si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione.
Fisco - Il costo effettivo è sempre deducibile.

La giusta collocazione in bilancio deriva dalla loro natura ed utilizzazione:

a) se interessano più cicli produttivi, ma per un periodo complessivamente non superiore a 12 mesi, confluiscono nella voce di conto economico B.6 (es. attrezzature di consumo);
b) se interessano un solo ciclo produttivo, perdendo poi la loro originaria identità, andranno nel conto economico tra i costi di produzione alla voce B.6 , tra le materie di consumo (es. pezzi di ricambio, lubrificanti per i macchinari) ed eventualmente imputati a commessa;
c) se come fattori produttivi hanno una durata pluriennale andranno indicati tra le immobilizzazioni materiali alla voce Attrezzature, B.II.2. L'ammortamento civile calcolato in base alla residua durata sarà imputato, nel c.e., alla voce B.10.b (Ammortamenti beni materiali); l'integrazione fiscale (facoltativa), per arrivare al 100%, andrà considerata come un ammortamento anticipato;
d) se si opta per l'iscrizione a valore costante, nel primo esercizio di acquisto le attrezzature vengono interamente capitalizzate, senza alcun ammortamento. Negli esercizi successivi, i costi di rimpiazzo confluiscono direttamente a c.e..

ATTREZZATURE IND.LI E COMM.LI, MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO costantemente rinnovate, di scarsa importanza Art. 2426.1 n. 12

C.c. : possono essere iscritte nell'attivo ad un valore costante qualora siano costantemente rinnovate e complessivamente di scarsa importanza in rapporto all'attivo di bilancio sempre che non si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione. Rientrano in questa casistica le attrezzature minute.
Fisco : valgono le regole generali. Possono essere iscritte tra le rimanenze ad un valore costante solo se detto valore non è inferiore a quello che si ottiene con il calcolo del Lifo (non sembra rientrare nelle previsioni dell'art. 59.3-bis ora 92.4).

 

 


Copyright © 2005. By Rag. Natalino Melchionna - Via G.B.Vico 83046 Lacedonia (AV) - Tel. - Fax 0827/ 84339 info@studiomelchionna.it