AGRICOLTURA: ANIMALI E PIANTE STRUMENTALI  

ANIMALI STRUMENTALI: La C.M. n. 98 del 17.5.00 conferma quanto già indicato con C.M. 11 del 10.4.91: animali e piantagioni sono da considerarsi oneri ad utilità pluriennale (art. 74.3 ora 108.3) "deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio". Per le imprese di nuova costituzione l'imputazione avrà inizio a partire dall'esercizio in cui sono conseguiti i primi ricavi (art. 74.4 ora 108.4).
C.C. : Dovrebbero considerarsi immobilizzazioni materiali ammortizzabili in relazione con la loro residua possibilità di utilizzo (art. 2426 n. 2). Se anche nel bilancio UE venissero classificati tra i costi pluriennali (art. 2426 n. 5) si produrrebbero i seguenti effetti negativi:

  • la capitalizzazione delle spese di acquisto e mantenimento sarebbe vincolata al previo consenso del collegio sindacale;
  • i costi dovrebbero essere ammortizzati entro un periodo massimo di 5 esercizi;
  • si possono distribuire dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire il costo non ammortizzato.

Contabilizzazione: Le scritture seguiranno le varie fasi di acquisto, capitalizzazione, ammortamento e dismissione.  

=/=

 per l?acquisto di galline ovaiole ?.
 Galline ovaiole (Bovini da latte, ?)
 Erario c/Iva

a
 Fornitori

=/=

 per le varie spese di mantenimento,
 es.:Mangime
 Erario c/Iva

a
 Fornitori

E' ammessa la capitalizzazione dei costi diretti (esclusi gli indiretti e gli interessi passivi) sostenuti per il mantenimento degli animali dall'acquisto al momento in cui l'animale inizia a produrre. Se a fine esercizio l'animale non avrà ancora iniziato a produrre si opera la capitalizzazione dei costi dell'intero esercizio.

Ammortamento : Si seguono le normali regole contabili; occorre ricordare di riportare il costo ammortizzabile sul libro dei cespiti.

Dismissione : Quando la produzione (es.: uova, latte, ...) si ridurrà tanto da rendere antieconomica la permanenza dell'animale nel processo produttivo aziendale, si darà luogo alla cessione che potrà far emergere plusvalenze o minusvalenze patrimoniali.

PIANTAGIONI - Con C.M. 17.5.00 n. 98 punto 1.1.2 è stato riconosciuta la possibilità di imputare le spese di messa in opera dei vigneti secondo quanto disposto dall'art. 74.3 (ora 108.3): spese relative a più esercizi.

Piante da appartamento vive o finte - Le piante da appartamento utilizzate per abbellire l'ufficio vanno considerate immobilizzazioni ed incluse tra gli altri beni (B.II.4) alla voce arredamento ed ammortizzate:
- c.c. - in base alla residua possibilità di utilizzazione;
- fisco - in base ai coefficienti previsti per l'arredamento (con possibilità di integrale deduzione se il valore unitario non è superiore ad € 516,46).

Piante da giardino - A seconda della loro natura e destinazione possono essere imputati a:
- costi incrementativi del terreno non edificato, e quindi non ammortizzabili;
- costi incrementativi del fabbricato, e quindi ammortizzabili;
- costi autonomamente ammortizzabili in base alla residua vita utile;
- costi di esercizio, se trattasi di piante annuali.
La scelta dipende dalla constatazione che la piantagione generi o meno un permanente incremento di valore del terreno o del fabbricato, anche tenendo conto della prevista durata della vita utile della pianta.

MORTE DELL'ANIMALE O DELLA PIANTA - Il bene deve essere eliminato dai cespiti ammortizzabili, con eventuale emersione di minusvalenza. Occorre annotare il motivo dello stralcio.

TERRENI AGRICOLI - La C.M. 17.5.00 n. 98 esclude la possibilità di qualsiasi ammortamento per tutti i terreni agricoli in quanto non suscettibili di deperimento.

Messa a riposo - Il contributo per la messa a riposo dei terreni (set aside) in base al Regolamento CEE n. 797/85 è imponibile.

CONTRIBUTI AGEA - I contributi Agea (già Eima), sono contributi in conto esercizio e devono essere imputati nel momento in cui ne è certo l'ammontare, il che si verifica quando l'ente liquida con decreto l'importo spettante (Cass. 4.9.02 n. 12831).

IMPRENDITORE AGRICOLO - Il D.Lgs. 228/01, modificando l'art. 2135, introduce la figura dell'imprenditore agricolo anche in ambito societario. Ai fini del conseguimento della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale (Iatp) l'art. 10 richiede i seguenti requisiti:

  • nello statuto sociale sia previsto l'esercizio esclusivo dell'attività agricola;
  • Srl e Spa: almeno la metà più uno del capitale sociale sia stata sottoscritta da imprenditori agricoli a titolo principale;
  • Cooperative: almeno la metà dei soci siano imprenditori agricoli a titolo principale;
  • Snc: almeno la metà dei soci siano imprenditori agricoli a titolo principale;
  • Sas: almeno la metà dei soci accomandatari siano imprenditori agricoli.

Per maggiori dettagli vedasi la Circolare Inps n. 34 del 7.2.02.

 

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