BILANCIO: CORREZIONE DI ERRORI - P.C. n. 29

Nel corso dell'esercizio o durante la predisposizione del bilancio possono essere rinvenuti errori commessi nella redazione del bilancio di uno o più esercizi precedenti. Possono verificarsi errori per impropria od errata applicazione di principi contabili, errori matematici, per erronee interpretazioni di fatti, per negligenza nel raccogliere le informazioni ed i dati disponibili per un corretto trattamento contabile.
In base al loro effetto sui bilanci si distinguono in due gruppi:

Errori determinanti - quegli errori che abbiano un effetto talmente rilevante che i bilanci non possono più essere considerati attendibili. Esistono (teoricamente) tre possibili modalità di correzione:

  1. imputare la correzione al c.e. dell'esercizio in cui si rileva l'errore con rettifica della posta patrimoniale e contropartita nel c.e. alla voce Proventi e oneri straordinari (consigliata da P.C.);
  2. rettificare l'importo delle riserve esistenti (prevista dagli IAS; non compatibile con i P.C. nazionali);
  3. correggere i bilanci degli esercizi precedenti (lo IAS n. 8 richiede l'approvazione assembleare; non sembra applicabile alla legislazione italiana).

Errori non determinanti - gli altri. Per questi errori è consigliabile il passaggio attraverso Proventi e oneri straordinari di c.e..

Nota integrativa : per gli errori determinanti, occorrerà evidenziare:

  • la natura dell'errore commesso;
  • l'ammontare della correzione;
  • effetti e conseguenze.

Per gli errori non determinanti è facoltà del redattore fornire adeguate informazioni.

 

 

 


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