COLLABORATORI A PROGETTO COLLABORATORI OCCASIONALI

COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE
Per questa tipologia di collaborazioni nulla è cambiato rispetto alla precedente normativa e quindi non vengono attratte dalla riforma “Biagi”. Possono avere durata illimitata e non è fissato un tetto massimo di compenso. Sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente e come questi sono soggette ad Irpef (tramite indicazione in dichiarazione dei redditi) e scontano sia i contributi Inps sia l’Inail secondo le aliquote previste dal rischio specifico del tipo di lavoro svolto.
Dal 24.10.2003 questo tipo di collaborazione è applicabile esclusivamente a:
- amministratori;
- professionisti iscritti in apposito albo professionale;
- titolari di pensioni di vecchiaia;
- prestazioni rese ad associazioni e società sportive dilettantistiche.

COLLABORAZIONI A PROGETTO
Vi rientrano tutte le collaborazione coordinate e continuative escluse dal punto A. Sono caratterizzate dal “fattore organizzativo” che deve essere legato ad un progetto, un programma di lavoro o una fase di esso, dalla necessaria coordinazione con il committente e dall’irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione.
Il contratto di collaborazione a progetto deve avere forma scritta e contenere obbligatoriamente alcuni elementi:
- la durata, certa o determinabile in funzione del progetto, della prestazione;
- il compenso calcolato in misura forfetaria svincolata dal tempo, le modalità di pagamento e gli eventuali rimborsi spese;
- le forme di coordinamento della prestazione lavorativa tra lavoratore e committente;
- le misure prese a tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto.
Inoltre garantirà al lavoratore nuovi diritti quali:
- la sospensione del contratto, senza proroga della naturale scadenza, in caso di malattia o infortunio;
- la sospensione del contratto, con proroga automatica di 180 giorni, in caso di gravidanza;
- l’estensione al collaboratore a progetto delle norme di sicurezza previste per i lavoratori dipendenti (solo se la prestazione lavorativa è svolta nei luoghi di lavoro del committente).
Fiscalmente e previdenzialmente continueranno ad essere assoggettate alle stesse regole previste per le co.co.co. (come co.co.co.).

COLLABORAZIONI OCCASIONALI (mini co.co.co)
Si tratta comunque di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ma di durata e compenso complessivi rispettivamente non superiori a 30 giorni e a 5 mila euro, nel corso di una anno solare e con lo stesso committente.
Sono assimilate al lavoro dipendente, sono soggette a Inps e a Inail
Non sono assoggettate né ad Inps né ad Inail.

PRESTAZIONI OCCASIONALI
Si tratta di prestazioni di lavoro autonomo non esercitato abitualmente, con la distinzione del reddito annuao percepito.
Con reddito annuo fino a 5 mila euro:
Sono assimilate ai “redditi diversi” ai quali applicare la disciplina della ritenuta di acconto Irpef del 20%
Sono escluse da qualsiasi forma di contribuzione.
Con reddito annuo oltre i 5 mila euro:
Sono assimilate ai “redditi diversi” ai quali applicare la disciplina della ritenuta di acconto Irpef del 20%
Sono soggette solo a contribuzione Inps.

PRESTAZIONI DI LAVORO ACCESSORIO
Si tratta di attività lavorative di natura di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato di lavoro ovvero in procinto di uscirne (disoccupati, casalinghe, studenti, pensionati, disabili, soggetti in comunità di recupero, stranieri) nell’ambito di lavori ed attività individuate dalla legge (piccoli lavori domestici, insegnamento supplementare, lavori di giardinaggio, realizzazione di manifestazioni, collaborazioni con enti pubblici e associazioni di volontariato).
Sono completamente esenti da qualsiasi forma di imposizione fiscale.
Sono soggette alla contribuzione Inps e a copertura Inail, ma attraverso il meccanismo semplificato dei Ticket.
 

 

 


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