COMMERCIO ELETTRONICO  

Il commercio on-line comprende qualsiasi forma di transazione basata sull’invio e sull’elaborazione di informazioni digitalizzate (shopping on-line, vetrine telematiche, …).
Evitando di approfondire le problematiche connesse alla regolamentazione della rete telematica, si accenna al trattamento fiscale del commercio elettronico in senso stretto, cioè la compravendita di beni e servizi attraverso l'utilizzo di strumenti telematici (Internet).

Disciplina Iva (il collegato fiscale 2000 prevede che con regolamento si possa sancire la non obbligatorietà della fattura per l’E-commerce nei confronti dei consumatori finali a condizione che le operazioni siano regolate mediante un intermediario finanziario abilitato):
a) E-commerce indiretto (viene utilizzato solo per effettuare l’ordine, ma il bene viene consegnato per corrispondenza): è assimilabile alle vendite a distanza: vige cioè l’esonero dall’emissione di ricevuta e scontrino fiscale e di fattura se non richiesta dal cliente. Per il cedente italiano la vendita è: imponibile al momento della consegna o spedizione nel caso di acquirente italiano o comunitario (cessioni verso UE fino a 154 milioni); imponibile nello stato comunitario dell’acquirente se l’acquirente è comunitario (cessioni verso UE oltre 154 milioni); soggetta alle regole doganali se l’acquirente è extracomunitario.
b) E-commerce diretto (il bene, ad es. libro, software, insegnamento a distanza... è fornito direttamente via internet): si tratta di una prestazione di servizi; è rilevante il momento di pagamento del corrispettivo (salvo sia stata emessa fattura precedentemente) e, ai fini della territorialità, si applica l’art. 74 quinquies DPR 633 che, in prima approssimazione, attrae ad Iva le operazioni realizzate nei confronti di un soggetto italiano ed esclude quelle fornite a committenti extracomunitari.

Disciplina Imposte Dirette:
a) Operatore non residente che vende in Italia: nessuna tassazione in Italia (salvo vi sia una stabile organizzazione estera in Italia).
b) Operatore residente che vende in Italia o all’estero: tassazione in Italia (salvo vi sia una stabile organizzazione all’estero dell’impresa italiana).
Si rammenta che vendita di software ad uso privato, con trasferimento attraverso Internet, dà luogo a reddito d’impresa, mentre l’acquisizione del parziale diritto di riproduzione e commercializzazione configura la fattispecie delle royalties.
I siti Internet non sono ritenuti dall’Ocse stabili organizzazioni. Al contrario, i server, in presenza di determinati requisiti possono costituire sede fissa d’affari. Tra i requisiti, la stabilità in un posto fisso per un sufficiente periodo di tempo e l’essere l’immobile di proprietà o in affitto al soggetto che possiede il sito.

Contabilizzazione:
Nessuna particolarità va rilevata in merito.

Adempimenti amministrativi:
Per svolgere l’attività di commercio elettronico è necessario inviare comunicazione di inizio attività al Comune in cui l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale nel caso di persona giuridica. Nella comunicazione devono risultare i requisiti morali e/o professionali richiesti dall’art. 5 del D.Lgs. 144/98.

 

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