DIT (Dual Income Tax)

La Dit consiste nella tassazione al 19% della parte di reddito d'impresa corrispondente alla remunerazione ordinaria calcolata sul minore tra l'aumento del capitale investito rispetto a quello esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 30.9.96 e l'importo del Patrimonio netto alla chiusura dell'esercizio (senza utile d'esercizio ma detraendo la perdita).
La legge istitutiva della Tremonti-bis ha previsto la soppressione della Dit, nel senso che l'aumento del capitale investito tiene conto degli incrementi patrimoniali effettuati sino alla data del 30.06.2001 *, mentre i decrementi vanno considerati anche se successivi a tale data. Non possono quindi avvalersi della DIT le società sorte dopo il 30.06.2001.

(*) viene considerato incremento l'accantonamento a riserva dell'utile dell'esercizio chiuso anteriormente al 30.06.2001, qualsiasi sia la data della delibera.

Per l'esercizio 2002, il DL 209/02 ha introdotto delle novità per la determinazione dell'imponibile agevolabile Dit (art. 1 c.1), prevedendo anche la possibilità di adottare un regime alternativo (c. 1-bis).
Se l'agevolazione comporta decrementi significativi del carico fiscale, ne va data adeguata informativa nella Nota Integrativa ( in sede di commento della voce di Conto economico 22) "Imposte sul reddito" e/o della voce di Stato patrimoniale D.11) "Debiti tributari" oppure in apposito paragrafo).
La Dit comporta effetti sul calcolo delle imposte differite e anticipate (vedi l'apposito paragrafo).

PN al 31.12.96 (voce A passivo di bilancio Ce) al netto dell'utile esercizio 96

=

 
     
Tot. Incrementi dal 1997 al 30.06.2001 - rilevano per intero (no ragguaglio ai gg)

+

(1)

Tot. Decrementi dal 1997 al 31.12.2002 - rilevano per intero (no ragguaglio ai gg)

-

 
Differenza tra Incrementi e Decrementi (solo se > 0)

=

A

Calcolo ordinario (art. 1 c. 1 lett. c) DL 209/02)

Patrimonio netto al 31.12.2002 (escluso utile d'esercizio; compresa perd. d'es)

=

B

Minore tra A e B (solo se >0)

=

 
Aumento titoli e valori mob.ri (no partec.) e incremento di fin.ti a società del gruppo

-

(2)

Acquisto di aziende da soc. controllate e conferimenti in denaro a soc. controllate

-

(3)

Totale variazioni ai fini DIT (solo se > 0)

=

 
(coefficiente di remunerazione ordinaria pari al tasso d'interesse legale)  

x 3%

Reddito agevolabile maturato nell'esercizio

=

 
Reddito agevolabile riportato da esercizi precedenti

+

 
Reddito agevolabile

=

C

Calcolo opzionale (art. 1 c. 1-bis DL. 209/02)

Differenza tra Incrementi e Decrementi x 1,4

=

D

Minore tra D e B (solo se > 0)

=

 
Aumento titoli e valori mob.ri (no partec.) e incremento fin.ti a società del gruppo

-

(2)

Acquisto di aziende da soc. controllate e conferimenti in denaro a soc. controllate

-

(3)

Incremento partecipazioni immobilizzate tra il 31.12.02 ed il 31.12.96 (bilancio Ue)

-

 
Totale variazioni ai fini DIT (solo se > 0)

=

 
(coefficiente di remunerazione ordinaria vigente sino al 2001)  

x 5,7%

Reddito agevolabile maturato nell'esercizio

=

 
Reddito agevolabile riportato da esercizi precedenti

+

 
Reddito agevolabile ante controllo aliquota media

=

E

E x 19%

+

 
Reddito residuo x 36%

+

 
Totale reddito imponibile Irpeg

=

Irpeg teorica c 1-bis

Irpeg teorica c. 1 bis / Totale reddito imponibile Irpeg

=

 
Reddito imp. tot. x 6 / 17 (imponibile Dit che comporta un'aliquota media del 30%)

=

G (4)

Minore tra E e G

=

H

REDDITO AGEVOLABILE DIT DISPONIBILE al 31.12.2002 (maggiore tra C e H)

=

 

Viene tassato ai fini Irpeg con aliquota del 19%! NB: attenzione al cumulo con la Tremonti-bis!

Reddito da riportare nei successivi esercizi (da riportare sull'Unico)

=

(5)

(1) Non rilevano: costituzione, ricostituzione o aumenti di cap. società o riserve in natura; riserve formate con utili da equity method; rinunce a crediti da parte dei soci (o riqualificazioni da finanziamento soci a versamento soci in c/capitale) i versamenti di soci non residenti, salvo parere favorevole del Comitato consultivo. Rilevano anche gli utili utilizzati per copertura perdite precedenti (circolare Assonime n. 42/1998). Riguardo alle variazioni della riserva amm. anticipati, vedi capitolo Ammortamenti anticipati (C.M. n. 98/2000).
(2) Sì obbligazioni e quote di fondi comuni, no pronti conto termine.
(3) Anche se effettuato con pagamento in natura e l'acquisto è da società di persone o imprese. individuali. Anche se la partecipazione non è più presente alla fine dell'esercizio.
(4) Nel calcolo della quota di imponibile Irpeg che determina un'aliquota media del 30% occorre considerare che gli importi nei modelli di dichiarazioni dei redditi vanno arrotondati all'unità di euro. Per le società neoquotate l'aliquota media di riferimento è il 22%.
(5) La quota agevolabile non utilizzabile può essere rimandata ai successivi esercizi, ma non oltre il quinto (C.M. n. 76/E/1998). Non si può riportare agli esercizi successivi l'eccedenza generata dalla necessità di rispettare l'aliquota media del 30% (vale per il metodo opzionale art. 1 c. 1-bis: se E > G, non si può riportare la differenza tra E e G; C.M. n. 85/E/2002).

Soggetti interessati:
In prima approssimazione possono beneficiare della Dit i soggetti Irpeg ed Irpef (in contabilità ordinaria per obbligo o per opzione irrevocabile). Dal periodo in corso al 31.12.99, la Dit non si applica a società quotate con P.N. > ' 258.228.449,54. A partire dal periodo d'imposta 2000, il regime della Dit previsto per le società di capitali è stato esteso alle stabili organizzazioni in Italia di non residenti.

  • Per società di persone ed imprese individuali valgono regole particolari e maggiormente penalizzanti. Con effetto dai redditi del 2000, per tali soggetti sono state introdotte alcune rilevanti modifiche che hanno eliminato alcune delle rigidità che avevano reso l'agevolazione sostanzialmente inaccessibile a livello pratico.
  • Per i gruppi societari sono posti dei vincoli volti ad eliminare aumenti di capitale a cascata.
  • Per le società neoquotate nei mercati regolamentati italiani l'aliquota ridotta è del 7% (anziché 19%).

Rapporti con la Tremonti-bis:
La Dit si può cumulare con la Tremonti-bis investimenti sono se il reddito assoggettabile ad aliquota ridotta ai fini Dit è inferiore al 10% del reddito imponibile totale. In caso contrario occorrerà scegliere se beneficiare dell'una o dell'altra agevolazione.

 

 


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