DIVIDENDI: DISTRIBUZIONE

Beneficiari residenti - La società che distribuisce dividendi dovrà individuare i beneficiari e applicare, eventualmente, le ritenute (art. 27/600):
a) persone fisiche titolari di partecipazioni non qualificate:
- attestino tale qualifica - ritenuta di imposta del 12,50% (regola: nessuna richiesta, nessuna ritenuta);
- ne facciano richiesta o non attestino la loro qualifica - nessuna ritenuta (tassazione in Unico);
b) persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate ? nessuna ritenuta (tassazione ordinaria sull?Unico);
c) persone fisiche titolari di azioni di risparmio - ritenuta di imposta del 12,50%;
d) imprenditori individuali, società di persone e di capitali, stabili organizzazioni, associazioni di professionisti, enti non commerciali - nessuna ritenuta;
e) soggetti esenti da Irpeg - ritenuta di imposta del 27% per le partecipazioni non qualificate, altrimenti tassazione ordinaria (per i dividendi non c?è l?esenzione). La ritenuta non è applicabile nei confronti degli Enti pubblici di cui all?art. 88 (R.M. 117/E del 12.7.01).

Beneficiari non residenti (senza stabile organizzazione in Italia) - La società che distribuisce dividendi dovrà individuare i beneficiari e applicare, eventualmente, le ritenute (artt. 27 e 27-bis/600), ricordando che ex art. 20 lett. b, si considerano prodotti in Italia gli utili corrisposti da soggetti residenti in Italia (regola base: vanno tassati in Italia):
f) regola generale - ritenuta d?imposta del 27% (salvo convenzioni), con possibilità di chiedere il rimborso dell?imposta pagata all?estero in via definitiva, dietro certificazione del competente Ufficio fiscale estero, fino a concorrenza dei 4/9 della ritenuta;
g) per le azioni di risparmio - ritenuta d?imposta del 12,50%;
h) per le società madri residenti nell?UE - per annullare la doppia imposizione è possibile richiedere il rimborso completo della ritenuta o la non applicazione della stessa purché sussistano i requisiti soggettivi (residenza nell?UE, forma di società di capitali, assoggettamento ad imposte) ed oggettivi (partecipazione non inferiore al 25%, detenzione ininterrotta da almeno un anno; art. 96-bis).

In caso di DISTRIBUZIONE di dividendi la società dovrà:
1. Entro il 31 marzo di ciascun anno, rilasciare ai soci che hanno percepito dividendi, apposita certificazione che essi dovranno utilizzare per la propria dichiarazione dei redditi (nessuna certificazione deve essere fornita ai soci il cui dividendo è stato assoggettato a ritenuta d'imposta o ad imposta sostitutiva non esistendo per questi l'obbligo di dichiarazione). In sostituzione del Rad è stata predisposta una nuova certificazione.
2. Nella delibera di distribuzione la società dovrà indicare il tipo di credito d?imposta attribuito (pieno o limitato), con facoltà di utilizzo misto dei canestri senza distinzione tra i soci. Se la delibera nulla stabilisce, gli importi distribuiti ai soci riducono per primo il canestro A. In carenza di canestri (e senza pagamento integrativo) la società potrebbe attribuire dividendi privi, in tutto o in parte, di credito di imposta.
3. Compilare i quadri previsti per il 770. La C.M. n. 123/E del 12.5.98 precisa che con il Mod. 770 occorre comunicare:
- importo del dividendo, periodo di delibera, le eventuali ritenute e le aliquote;
- le generalità dei soci che hanno percepito utili, il corrispondente importo e l?eventuale credito d?imposta pieno e/o limitato attribuito;
- le generalità dei soci, che hanno depositato azioni al fine di partecipare all'assemblea ordinaria di approvazione del bilancio (quest?ultimo solo per le Spa).

Nessuna certificazione è dovuta per la distribuzione di riserve non formate con utili di cui all'art. 44.1 (ora 47) a meno che non si tratti dell'aumento di patrimonio derivante:
- da un conferimento in regime di piena neutralità di cui all'art. 4 del D.Lgs. 358/97;
- da fusioni o scissioni con concambio cui corrisponde, nell'attivo, un disavanzo.

Il verbale di delibera di distribuzione dei dividendi deve essere registrato entro 20 giorni, a tassa fissa, anche se contestuale all’approvazione del bilancio (R.M. n. 174/E del 22.11.2000). A mezzo Mod. F23 si effettua il pagamento dell’imposta di registro (oggi € 129,11) con codice 109T e dei diritti (oggi € 4,13), codice 964T. Una volta effettuata la registrazione presso l’Ufficio delle Entrate (due copie in bollo da € 10,33 o Libro assemblee più una copia in bollo) occorre depositare copia del verbale presso il Registro delle Imprese.

UTILIZZO del credito di imposta-Art. 105 e C.M. n. 26/E del 22.1.98)-Il canestro A (contenente imposte effettivamente pagate o accertate) e il canestro B (relativo alle imposte virtuali calcolate su redditi che non hanno scontato piena tassazione) si riducono al momento della distribuzione degli utili da parte della società, di un importo pari al 56,25% o 51,51% del dividendo.

Non si può differenziare il credito d’imposta a seconda dei soci destinatari dei dividendi (es. residenti e non residenti, persone fisiche e imprese) assegnando ad alcuni il credito pieno e ad altri quello limitato.

La società potrà scegliere:

  • quale canestro ridurre;
  • a quale parte del dividendo (es. 60%) attribuire il credito di imposta pieno ed a quale attribuire il credito di imposta limitato (es. 40%).

Le imposte che incrementano i canestri sono quelle “maturate” entro la data di delibera della distribuzione.
Se i canestri sono sufficienti non è possibile distribuire utili senza decurtare i canestri, indipendentemente dal fatto che i soci utilizzino o meno il credito di imposta.
Se i canestri sono insufficienti, la società potrà:
a) non attribuire credito di imposta (per la parte scoperta);
b) attribuire il credito incrementando il credito stesso con un versamento integrativo ex art. 105-bis.

Il versamento integrativo va effettuato entro il termine per il versamento del saldo dell’imposta liquidata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui è stata deliberata la distribuzione.

Distribuzione di utili di esercizio
Ai fini della attribuzione ai soci del credito d’imposta, la società terrà conto oltre che delle imposte liquidate, accertate o applicate entro la data della delibera di distribuzione, anche di quelle relative alla dichiarazione dei redditi del periodo al quale gli utili si riferiscono, anche se il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di delibera di distribuzione.
Es.: in data 20.4.2003 viene approvato il bilancio 2002 e deliberata la distribuzione di utili dello stesso esercizio 2002; per il versamento dell’integrazione si considerano già disponibili a canestro le imposte che saranno pagate per gli utili dell’esercizio 2002.
Sembra logico estendere il beneficio alla distribuzione di riserve di utili.

Distribuzione di riserve in sospensione d’imposta
Ai fini della attribuzione ai soci del credito d’imposta, la società terrà conto oltre che delle imposte liquidate, accertate o applicate entro la data della delibera di distribuzione, anche di quelle relative alla dichiarazione dei redditi del periodo nel quale la distribuzione è stata deliberata (art. 105.3, secondo periodo).Pertanto, se la distribuzione di una riserva in sospensione di imposta avviene, ad esempio, il 30.4.03, la società dovrà attribuire il credito di imposta tenendo conto anche dell’ammontare dell’imposta che sarà liquidata nel 2004, relativa ai redditi 2003 (C.M. 26/E/1998, § 2.1.6).

Riduzione del capitale sociale: tassazione-Art. 44.2 (ora 47) -Se il capitale sociale era stato aumentato gratuitamente con l’utilizzo di riserve, le somme o il valore normale dei beni attribuiti ai soci costituiscono o meno reddito a seconda del tipo di riserve che erano state imputate a capitale.

LIMITI ALLA DISTRIBUZIONE DI DIVIDENDI

La distribuzione di utili (non di riserve già appostate) deve avvenire (art. 2430) dopo aver accantonato:

  • il 5% a riserva legale (finché essa non ha raggiunto il quinto del capitale sociale);
  • la % prevista dallo statuto per la riserva statutaria, finché questa non ha raggiunto il limite previsto.

Non possono essere distribuiti utili:

1. Finché permangono in bilancio i costi di:

  • impianto e ampliamento;
  • ricerca e sviluppo;
  • pubblicità e propaganda;
  • manutenzioni e riparazioni straordinarie beni di terzi;

salvo che dopo la distribuzione, residuino riserve disponibili sufficienti a coprire i costi citati.
2. Finché il capitale sociale rimane intaccato da perdite, a meno che non si sia proceduto a ridurlo in misura corrispondente (art. 2433).

3. Finché non sono ricostituite le Riserve in sospensione d’imposta utilizzate per la copertura di perdite.

4. Non possono inoltre essere distribuite le riserve:

  • da sovrapprezzo - finché la riserva legale non ha raggiunto il limite di cui all'art. 2430 (art. 2431);
  • indisponibili - costituite a fronte delle azioni proprie.

RIPARTO DI RISERVE - Art. 44.1(ora 47)

Il riparto di riserve o altri fondi costituiti con:

  • soprapprezzi di emissione delle azioni o quote (quote (distribuibile quando la riserva legale non ha raggiunto 1/5 del capitale sociale);
  • interessi di conguaglio versati dai sottoscrittori di nuove azioni o quote;
  • versamenti fatti dai soci a fondo perduto o in conto capitale;
  • saldi di rivalutazione monetaria esenti da imposta;

non costituisce reddito per il percipiente, ma riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote.
Le somme restituite, che eccedono il costo fiscalmente riconosciuto, costituiscono sopravvenienze attive per le imprese o capital gain per le persone fisiche (C.M. 112/E del 21.5.99).

DESTINAZIONE UTILE DELL?ESERCIZIO PRECEDENTE - La delibera va registrata.

 Utile d'esercizio

 

==/==

 Riserva legale
 Riserva straordinaria
 Soci c/dividendi

5.000,00 
45.000,00 
50.000,00 
100.000,00 

Quando la società determina la r.a. da operare in base alle richieste dei soci non qualificati (es. su 10.000,00):

 Soci c/dividendi
a

 Erario c/ritenute

 
1.250,00 

Se agli utili partecipano anche gli amministratori e ci sono anche azioni di risparmio:
utile da ripartire ? 800.000,00;
quota per la riserva legale 5%;
quota riserva statutaria 10%;
quota compenso amministratori: 15%;
il residuo viene distribuito tra i soci ricordando che il Capitale sociale di ? 1.000.000,00 è formato da 200 azioni di risparmio (con diritto ad un dividendo minimo pari al 5% del DN (dividendo netto) e comunque maggiorato del 2% del DN rispetto alle ordinarie) e da 800 azioni ordinarie del DN di ? 1.000,00 ciascuna.

800.000,00 - 40.000,00 (5% di 800.000,00) - 76.000,00 (10% di 760.000,00) ? 114.000,00 (15% di 760.000,00) = 570.000,00
maggiorazione azioni di risparmio: 2% di 1.000,00 = 20,00 x numero azioni risparmio 200 = 4.000,00
dividendo azioni ordinarie: (570.000,00 - 4.000,00) : 1.000,00 = 566,00    ? 566,00 x 800 = 452.800,00
dividendo azioni risparmio = 566,00 + 20 = 586,00                                    ? 586,00 x 200 = 117.200,00
Rilevazione contabile:

 Utile d'esercizio

 

==/==

 Riserva legale
 Riserva straordinaria
 Amministr. c/comp.
 Azionisti di risparmio c/div.
 Azionisti ordinari c/div.

40.000,00 
76.000,00 
114.000,00 
117.200,00 
452.800,00 
800.000,00 

CREDITO DI IMPOSTA alla luce delle modifiche

Distribuzione

Regime fino al
30.09.2003

Regime dall’1.10.2003
al 31.12.2003

Regime
all’1.01.2004

UTILI
E RISERVE
DI UTILI

Credito d’imposta 56,25%

  • Credito d’imposta limitato 51,51%.
  • Utilizzo credito d’imposta fino a concorrenza della quota di imposta relativa agli utili cui afferisce.

Nessun credito di imposta se l’esercizio coincide con l’anno solare, altrimenti permane il credito per l’esercizio in corso al 1.1.04.

Non si possono generare crediti utilizzabili

RISERVE
DI CAPITALE

  • Non generano materia imponibile per il socio, ma riducono il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.
  • Se la distribuzione di riserve supera il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione, si genera un reddito di capitale imponibile fiscalmente.

* * * *

 DIVIDENDI DISTRIBUITI DALL’1.01.2004

Socio percettore

Regime applicabile

Persona fisica - qualificate Imponibile il 40%. Cumula come reddito di capitale.
Persona fisica - non qualificata Interamente imponibili con imposta sostitutiva del 12,50%.
Società di capitali Componente positivo di reddito per il 5%.
Società di persone Componente positivo di reddito per il 40%.
Impresa individuale Componente positivo di reddito per il 40%.

Disposizioni antielusione-L’art. 40/269 detta norme antielusive in materia di credito d’imposta per distribuzioni deliberate dopo il 30.9.2003, per acconti sui dividendi e per chiusure anticipate dell’esercizio.

 

 


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