DIVIDENDI E UTILI - INCASSO Artt. 14 / 44 (ora 47) / 56 (ora 89) / 96 / 96-bis Tuir e 2425 / 2432 / 2433 /2433 bis C.C.

L'impresa possiede partecipazioni in:
Società di persone - La sentenza della Corte Cass. a Sezioni Unite n. 5636 del 17.10.88, che dichiara l'illegittimità della partecipazione di società di capitali in società di persone, non fa venire meno l'obbligo di dichiarare gli utili di partecipazione, che vanno imputati fiscalmente per competenza.
Occorrerà procedere:
a) con una variazione in aumento nell'anno di competenza;
b) con una variazione in diminuzione nell'anno di riscossione.
Società di capitali - i dividendi vanno imputati:
- per competenza (anno di approvazione del riparto) ai fini civilistici;
- per cassa ai fini fiscali. Se anno di delibera ed anno di riscossione non coincidono occorre procedere a rettifiche in meno ed in più sull'Unico;
- per anno di formazione. La Consob con comunicazione del 16.3.95 n. 95002194 ritiene possibile, quando la società è controllata, imputare i dividendi nel bilancio dell’anno di formazione purché il progetto di bilancio sia stato approvato dall’organo amministrativo della controllata. Es.: I dividendi deliberati nel 2003 relativi all’esercizio 2002 possono essere inseriti dalla controllante nel bilancio 2002.
Nel bilancio vanno iscritti nell’area C del c.e. e sono pertanto esclusi dalla base imponibile Irap.
Danno diritto al credito d'imposta.
Secondo il PC n. 25 il credito d’imposta pieno sui dividendi deve essere contabilizzato a conto economico in aumento dei dividendi (voce C.15 di conto economico), avendo come contropartita di stato patrimoniale la voce Crediti verso erario (all’interno della voce C.II.5). Le opportune rettifiche andranno fatte sull’Unico quadro riprese fiscali e liquidazione d’imposta. Esempi con credito 56,25%.

 =/=

 Credito v/partecipata
 Credito d'imp. su divid.

a

 Dividendi

640,00 
360,00 
 
1.000,00 

Qualora l’incasso dei dividendi abbia luogo in un esercizio successivo a quello della loro iscrizione in bilancio, nell’esercizio di iscrizione per competenza occorre anche rilevare gli effetti fiscali, calcolando le imposte differite (solo Irpeg), tenendo conto del relativo credito di imposta, che deve essere portato ad incremento del dividendo sebbene il credito verso l’erario non sia ancora sorto.
Il credito d'imposta contabilizzato origina una variazione in diminuzione sull'Unico.
Parteciperà alla formazione dell'imponibile e alla liquidazione dell'Irpeg nell’anno di incasso.
Tra Credito d’imposta sui dividendi e Fondo imposte differite è preferibile la compensazione già in sede di chiusura dell’esercizio di competenza del dividendo (P.C. n. 25).

 Fondo imposte differite
a

 Cred. d'imp. sui dividendi

 
360,00 

Es.: nell’esercizio d’iscrizione (dividendo, compreso credito d’imposta, € 1.000,00, imposte correnti di competenza dell’esercizio € 2.100,00), in data 31.12, vanno rilevate le imposte ed i seguenti effetti fiscali:

  • le imposte differite, poiché la tassazione avviene col criterio di cassa;
  • il credito d’imposta che spetta sui dividendi (per semplicità si fa riferimento ad un credito d’imposta pieno e concesso su tutto il dividendo percepito).

In contabilità, con delibera ed incasso del dividendo nello stesso esercizio:

 ==/==

 Credito v/partecipata
 Credito d'imp. su divid.

a

 Dividendi

640,00 
360,00 
 
1.000,00 
 Banca c/c
a
 Credito v/partecipata  
640,00 
 Imposte correnti
a
 Debiti tributari  
2.460,00 

Alla compilazione dell’Unico: variazione in diminuzione nel quadro RF per 360; variazione in aumento del reddito nel quadro RNper 360; diminuzione dell’imposta liquidata, sempre nel quadro RN per 360.
In contabilità, con incasso del dividendo in un esercizio successivo rispetto la rilevazione civilistica (per semplicità, in questo caso si ipotizza un dividendo netto di € 660 anziché € 640):

 ==/==

 Credito v/partecipata
 Credito d'imp. su divid.

a

 Dividendi

660,00 
340,00 
 
1.000,00 
 Imposte correnti
a
 Debiti tributari  
2.100,00 
 Imposte differite
a
 Fondo imposte differite  
340,00 

Alla compilazione dell’Unico: variazione in diminuzione nel quadro RF per 1.000, variazione in aumento nel quadro F per 340.
Nell’anno di incasso:

 Banca c/c
a

 Credito verso partecipata

 
660,00 
 Fondo imposte differite
a
 Imposte correnti  
340,00 

Alla compilazione dell’Unico: variazione in aumento nel quadro RF per 660; variazione in aumento del reddito nel quadro RN per 340; diminuzione dell’imposta liquidata, sempre nel quadro RN per 340.
Nel caso di incasso di dividendi con credito d’imposta limitato, Assonime (circolare n. 42/98) ha chiarito che “attese le sue limitazioni di impiego, tale specie di credito non esprime una reale posizione creditoria, assumendo piuttosto la funzione di un fattore di determinazione dell’imposta non dissimile da una detrazione”. Sulla scorta di queste considerazioni il credito di imposta limitato non andrebbe a c.e. ma andrebbe a determinare la base imponibile ed a ridurre le imposte di competenza in Unico.

Utilizzo del canestro B - Nei conteggi delle imposte da pagare, il credito d'imposta limitato (Canestro B) deve essere utilizzato prima:
• del credito di imposta pieno (Canestro A);
• dei crediti d'imposta ordinari (es. imposte pagate all’estero),
• delle ritenute alla fonte a titolo d'acconto,
• degli acconti versati,
• delle eccedenze di imposta del precedente periodo.
Il credito d’imposta limitato può compensare solo le imposte che derivano dai dividendi per i quali è stato attribuito.
L'eccedenza non utilizzata del credito di imposta limitato non può essere:
• chiesta a rimborso;
• riportata a nuovo;
• compensata con imposte dovute su altri redditi.
Il contribuente ha facoltà di non utilizzare il credito di imposta limitato, cioè di non portarlo ad aumento del reddito e non detrarlo come credito di imposta.

Ires - Dall’1.1.2004 il credito di imposta è stato abolito. Per le società con esercizio non coincidente con l’anno solare il credito compete per l’esercizio in corso al 1.1.04.

CFC e utili di controllate estere - art. 127-bis (ora 167/168)
Se un residente detiene, direttamente o indirettamente, il controllo (di diritto, di fatto o dominante) di una impresa localizzata in un territorio con regime fiscale privilegiato individuato nella black list approvata con D.M. 21.11.01, i redditi da questa conseguiti sono imputati ai residenti italiani per trasparenza,
- in proporzione alla partecipazione detenuta,
- con riferimento al giorno di chiusura dell’esercizio della partecipata o, in mancanza, della partecipante,
- al netto degli utili già incassati (tassati per cassa).
L’impresa italiana può chiedere la disapplicazione qualora ricorra almeno uno dei seguenti presupposti:
- la controllata estera svolge nel Paese in cui è localizzata una effettiva attività industriale o commerciale;
- dal possesso della partecipazione non consegue la delocalizzazione di redditi in Stati o territori a regime fiscale privilegiato (almeno il 75% dei redditi deve essere prodotto in Paesi fuori dalla black list).

Alla tassazione in Italia, sono riconosciute in detrazione le eventuali imposte già pagate all’estero in via definitiva sugli stessi redditi (art. 15 ora 165).
Qualora gli utili tassati per trasparenza fossero successivamente distribuiti, non concorreranno a formare il reddito del residente italiano, fino a concorrenza dell’ammontare già assoggettato a tassazione per effetto della normativa Cfc.
 

 

 


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