IMPOSTE DIRETTE

Il principio generale della rappresentazione veritiera e corretta di cui all?art. 2423 vale anche per le imposte sul reddito.
L?art 2424-bis.3 specifica che gli accantonamenti per rischi ed oneri devono essere destinati a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell?esercizio sono indeterminati o l?ammontare o la data di sopravvenienza.
I debiti per le singole imposte devono essere iscritti al netto di acconti, ritenute d?acconto e crediti d?imposta, che siano legalmente compensabili, tranne nel caso in cui ne sia stato chiesto il rimborso; in quest?ultimo caso gli importi di cui è stato chiesto il rimborso vanno esposti tra i crediti alla voce C.II.5. I crediti verso l?erario devono essere iscritti all?attivo di stato patrimoniale tra gli Altri crediti (voce C.II.5), se non compensabili. In tale voce vanno inserite anche le imposte anticipate.
I fondi per imposte, voce B.2 ? Fondi per rischi e oneri, nel passivo di s.p., devono indicare separatamente i fondi per imposte differite rispetto agli altri fondi per imposte; accolgono:

  • gli accantonamenti per imposte probabili, aventi ammontare e/o data di sopravvenienza indeterminata, ad esempio derivanti da accertamenti o contenziosi in corso;
  • le imposte differite. L'onere fiscale dell'esercizio (voce 22 del conto economico) è quindi rappresentato da: - accantonamenti per le imposte liquidate e da liquidare per l'esercizio; - ammontare delle imposte che si ritiene risulteranno dovute o che si ritiene pagate anticipatamente in relazione a differenze temporanee sorte o annullate nell'esercizio in corso; - rettifiche nello stato patrimoniale ai saldi di imposte differite per tenere conto sia di variazioni delle aliquote che dell'istituzione di nuove imposte.

IMPOSTE DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO

  • Sono di competenza dell'esercizio le imposte relative al reddito civilistico, tenendo però conto solo delle variazioni fiscali a titolo definitivo, e con esclusione delle variazioni positive o negative solo temporanee.
  • Le differenze fiscali solo temporanee (per anticipi o differimenti) devono essere scorporate dalle imposte dovute per l'esercizio, calcolando e imputando le imposte anticipate e/ o differite.
  • L'imputazione delle imposte differite è necessaria come stabilito dal P.C. n. 25. Per le imposte anticipate sembra esistere un maggior grado in incertezza (che impone particolare cautela, onde evitare di evidenziare utili inesistenti).
  • Le differenze temporanee, ma con sfasatura a tempo lungo o indefinito, si potrebbero assimilare a differenze definitive. Così si potrebbe non tenere conto delle componenti a tassazione differita, ma con differimento a tempo indefinito (es. rivalutazioni, accantonamenti a fondo in sospensione che non si prevede di utilizzare ....). Altrettanto dicasi per le eventuali anticipazioni a tempo indefinito (es. costi incrementativi relativi a cespiti non destinati al realizzo a breve).
  • Sono di competenza dell'esercizio anche le imposte relative agli eventuali incrementi del patrimonio netto, a meno che non se ne preveda il differimento della tassazione a tempo indeterminato.
  • Delle scelte effettuate bisogna dare adeguata notizia in nota integrativa.

Irpeg e Irap
Il Fondo Imposte di cui alla voce B.2) del passivo del Bilancio Ue è costituito da debiti tributari soltanto probabili o d'ammontare indeterminato quali possibili accertamento o contenziosi in atto con le autorità finanziarie. Qualora non si verificassero entrambe le condizioni di probabilità di esito sfavorevole dell?evento futuro e di ragionevole stimabilità della perdita è preferibile segnalare ed illustrare le passività potenziali unicamente in nota integrativa. Le imposte di competenza vanno allocate nel conto Debiti Tributari (D.11), in quanto trattasi di passività certe, mediante l?utilizzo dei sottoconti Erario c/Irap ed Erario c/Irpeg. Per quanto riguarda la contabilizzazione di imposte differite e prepagate si rimanda al capitolo "Imposte dirette - classificazione".

SUDDIVISIONE DELLE IMPOSTE:
dovute o correnti
c.e. - 22.a) Imposte correnti.
s.p. - D.11) Debiti tributari.

anticipate o prepagate - pur essendo di competenza di esercizi futuri sono esigibili in quello in corso. Il principio della prudenza giustifica l'omessa rilevazione delle imposte pagate in via anticipata; dovrebbero però essere indicate nella Nota integrativa.
Se vi è la ragionevole certezza del loro futuro recupero devono essere iscritte alle voci:
c.e. - 22.b) Imposte anticipate (con segno negativo)
s.p. - C.II.5) Crediti per imposte anticipate.
Tale credito è compensabile col debito per imposte differite solo se ciò è possibile dal punto di vista fiscale; si ricorda che ai fini del bilancio Ue va distinta in Stato patrimoniale la quota di imposte anticipate inferiore da quella superiore a 12 mesi). E? consigliabile (anche se non obbligatorio) evitare di distribuire l?eventuale quota di utile civilistico determinatasi per effetto del calcolo delle imposte anticipate.
differite - pur essendo di competenza dell?esercizio, si renderanno esigibili in futuro. c.e. ? 22.b) Imposte differite. s.p. - B.2) Fondi per imposte.
latenti - si indicano al n. 14 della Nota integrativa. - Rappresentano il carico fiscale potenziale che grava sul risultato d'esercizio. Trattasi di debiti tributari probabili in quanto non si è certi che intervenga per essi la tassazione.

Secondo quanto stabilito dal principio contabile n. 25, la voce 22) di Conto Economico va quindi trattata come gli altri componenti economici, in modo che il suo ammontare rappresenti il saldo delle imposte di effettiva competenza dell?esercizio e non quello delle imposte pagate nella relativa dichiarazione dei redditi, come spesso avveniva in passato.

FONDI PER IMPOSTE
Il fondo per imposte, classificato tra i fondi per rischi ed oneri nella voce B.2 del passivo di s.p., dovrà accogliere separatamente:

  • i fondi per accantonamenti relativi ad imposte probabili, aventi ammontare e/o data di sopravvenienza indeterminata (es. causa accertamenti o contenzioso in corso);
  • il fondo per le imposte differite.

La valutazione della prima tipologia deve essere effettuata in base al presumibile esito degli accertamenti e dei contenziosi, tenendo conto di esperienze passate, situazioni similari, dell?evoluzione interpretativa sia della dottrina che della giurisprudenza. Troveranno normalmente la loro contropartita nella voce E.21 di c.e. (Oneri straordinari / Imposte relative ad esercizi precedenti), mentre gli accantonamenti relativi all?esercizio in corso andranno iscritti alla voce E.22 (Imposte sul reddito d?esercizio). Nell?anno di definizione del contenzioso o dell?accertamento, qualora l?ammontare accantonato risulti insufficiente, la differenza deve essere imputata a c.e. tra gli oneri straordinari; in caso contrario l?eccedenza deve essere imputata nei proventi straordinari. In caso di provvedimenti legislativi quali concordati o condoni, che permettono di sanare le circostanze che hanno motivato la costituzione del fondo, deve essere utilizzato l?ammontare stanziato.
Se si contabilizzano imposte a debito per accertamenti e/o contenzioso in corso:

 Irpeg/Irap
a
 Fondo per imposte B.2
 

 


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