ONERI STRAORDINARI

Caratterizzano la straordinarietà:
- la infrequenza nel tempo;
- la anormalità rispetto alla gestione ordinaria dell'impresa;
- l'entità rilevante o significativa rispetto al bilancio.
Riprendendo il testo della relazione accompagnatoria si nota come la stessa detti due principi base:
- la straordinarietà non significa eccezionalità o anormalità dell'evento;
- la straordinarietà è da riferirsi all'estraneità della fonte del provento o onere rispetto all?attività ordinaria.
Da ciò si desume che nella voce E del conto economico devono indicarsi i proventi e gli oneri estranei all'attività ordinaria ovverosia tutti quei proventi e spese che non siano comunque riferibili ad operazioni abitualmente svolte dall'impresa stessa.
La casistica forse più facile concerne le ipotesi in cui i proventi e gli oneri derivino da accadimenti estranei alla volontà dell?imprenditore (incendi, furti). Anche se in queste ipotesi la straordinarietà sembra sempre ravvisabile i dubbi potrebbero sorgere nel caso in cui tali situazioni sono ripetitive e prevedibili (si pensi ai furti nei punti vendita della grande distribuzione).
Dovrebbero essere classificate fra i componenti straordinari le seguenti categorie di accadimenti:

  • minusvalenze derivanti da variazione delle valutazioni (escluse quelle da titoli e partecipazioni: D.19 e quelle derivanti dalla rivalutazione di partecipazioni iscritte a c. e. con il metodo del patrimonio netto);
  • eventi estranei all'attività ordinaria - es. sanzioni, espropri;
  • minusvalenze straordinarie - quelle derivanti da sistematiche, ricorrenti dismissioni dei cespiti si considerano appartenenti alla gestione ordinaria (B.14);
  • la straordinarietà dell'evento è invece ravvisabile se si verifica una cessazione o una cessione dell'azienda o di un impianto o di un ramo dell'azienda stessa per volontà dell'impresa o per fatti esterni (congiuntura sfavorevole, scadenza di concessioni, espropri, divieto di continuare l'esercizio dell'attività) e se derivanti da cessione di immobili civili o di beni non strumentali all?attività produttiva e alla gestione finanziaria;
  • minusvalenze derivanti da cessioni di materie prime, prodotti, ecc. conseguenti al mutamento dell'attività aziendale;
    sopravvenienze passive derivanti dal mutamento dei principi contabili;
  • costi di competenza di precedenti esercizi (incluse le imposte) - non devono derivare da semplici mutamenti di stime (es. durata di vita di un bene ammortizzabile) ma da rettifiche di errori materiali o omissioni: registrazione per cassa anziché per competenza, errate politiche contabili, errori operativi o errate interpretazioni (resi o abbuoni per difetti o difformità);
  • imposte relative a precedenti esercizi che non trovano copertura nel fondo imposte, perché non costituito o costituito in misura insufficiente; sopravvenienze e insussistenze in genere.

Vedi § Operazioni ed eventi straordinari.

 

 

 


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