Attività 10:
Concordato fallimentare (eventuale)


 

Successivamente al decreto di esecutività dello stato passivo, nonché sulla base delle informazioni acquisite il curatore, relative all’attivo acquisito e allo stato della liquidazione dello stesso, il soggetto fallito presenta al Giudice Delegato proposta di concordato fallimentare.

Il Giudice Delegato convoca il Curatore affinché analizzi la proposta nei suoi elementi essenziali ed esprima il proprio parere, sottoponendolo al comitato dei creditori. Raccolto il parere del comitato dei creditori, lo trasmette al Giudice Delegato unitamente al proprio.

Se il Giudice Delegato ritiene la proposta conveniente ordina al curatore di effettuare la comunicazione ai creditori ammessi, precisando il termine entro il quale gli stessi possono far pervenire il loro dissenso.

Al termine fissato per la dichiarazione di dissenso, il curatore verifica se la proposta di concordato è approvata o meno; di tale verifica il Giudice Delegato prende nota in apposito verbale sottoscritto dallo stesso e dal cancelliere.

Se la proposta di concordato viene approvata, il Giudice Delegato fissa l’udienza di comparizione delle parti; in tale udienza il curatore presenta relazione orale.

Il Tribunale, accertata ed esaminata la proposta, le garanzie e le eventuali opposizioni, omologa o respinge il concordato.

Con il passaggio in giudicato della sentenza che omologa il concordato la procedura di fallimento è chiusa.

Appena la sentenza è passata in giudicato il curatore presenta il rendiconto della gestione ex art. 116 L.F..

Il curatore rimane in carica e sorveglia l’adempimento del concordato secondo le modalità definite nella sentenza di omologazione.

Se il fallito o il garante non ottemperano a quanto disposto nella sentenza di omologazione, il curatore deve riferirne al Tribunale per l’eventuale risoluzione e/o annullamento del concordato con la conseguente riapertura del fallimento.

 

MQ SEZ. 4.9 

DR 3d/PO 05